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Amazon, inutile girarci intorno

Gabriele Guglielmi – Coordinatore delle Politiche internazionali della Filcams e di OpenCorporation

Nel 2010 il disastro ambientale della piattaforma petrolifera offshore Deepwater Horizon della BP (British Petroleum) nel Golfo del Messico, fu un incidente annunciato e divenne  un caso di studio sulla gestione dei rischi. Agenzie di rating  sociale e ambientale (ad es  Vigeo) avevano pubblicato informazioni riguardanti l’azienda BP che aveva tagliato del 25% il budget destinato a safety & security con anche conseguente fuga degli investitori ben prima del 20 aprile di undici anni fa.

Nel 2017 lo sciopero dei piloti Ryanair suonò come un campanello d’allarme per gli investitori  che abbandonarono il miraggio di “sostenibilità a lungo termine della capitalizzazione” nella compagnia aerea irlandese.

Deliveroo, #Flopperoo per la borsa di Londra,  lo scorso marzo in un giorno ha perso un terzo del proprio valore (NdR Il 30% è la cifra equivalente al  costo del lavoro che le aziende del settore dovranno quanto prima corrispondere ai “riders”).

In questo contesto crediamo possa essere proposta anche  l’acuta analisi di Sergio Bocconi sull’inserto “L’ Economia” 19 aprile 2021 del Corriere della Sera: “Il paradosso di big tech corre ma perde reputazione” che, partendo dall’analizzarne la pubblicità, ci segnala che Amazon deve recuperare in maggiore attenzione verso lavoratori, ambiente e gender balance,  e ci evidenzia che nell’anno del Covid, Jeff Bezos ha aumentato le vendite del 37,6%, i posti di lavoro del 63% … ma in reputazione Amazon  “è scesa al 92esimo posto perdendo circa 40 posizioni  nel Global reporting Trak 100”. Aggiungiamo che anche nel Ranking OpenCorporation Jeff Bezos non ne esce bene 499esimo su 588 con un Rating di 20,57, in calo rispetto al già misero 20,98 dell’anno precedente.

Rimaniamo sul caso Amazon, per un approfondimento del punto di osservazione sindacale.

I due fatti più recenti sembrano di segno opposto:  in Italia il primo “sciopero generale” della “filiera Amazon” (logistica, commercio, trasporti, lavoratori interinali …) è stato un successo, mentre la sindacalizzazione nel magazzino di Bessemer in Alabama (1.798 voti contro 738, risultato già impugnato dai sindacati perché Amazon avrebbe interferito sul voto) una grande delusione.

Nel sindacato USA “c’è però una novità” come ha scritto Noam Scheiber, The New York Times e riportato lo scorso 16 aprile sul num. 1405 di Internazionale :

“I leader sindacali hanno infatti dichiarato che aumenteranno gli sforzi per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e contrastare il modello economico e d’impiego dell’azienda, invece di continuare con le elezioni in singoli luoghi di lavoro. Questa strategia prevede iniziative che vanno dallo sciopero alle manifestazioni fino alle campagne di sensibilizzazione sul potere esercitato da Amazon sui clienti e sulla concorrenza.”

Anche per i  Sindacati americani, oltre, finalmente bentornato, allo sciopero “politico” entrano in campo anche la “reputation”, i consumatori, la comparazione con la concorrenza. A proposito di “concorrenza” scrive la Bbc “Nell’ultimo mese l’antitrust cinese ha multato in tutto dodici grandi aziende, tra cui due altri colossi tecnologici (NdR oltre ad Alibaba) Tencent e Baidu”,  e a proposito di “sindacati”, in Cina la situazione è ovviamente peggiore, ma anche gli USA non scherzano, si veda in proposito la scheda: Organizzazioni sindacali nordamericane del commercio, dei trasporti e dei servizi.

Reputation:

due approcci a confronto, quello di THE REPTRAK COMPANY del REPUTATION INSTITUTE Global reporting Trak 100 con quello “sindacale”  del Ranking OpenCorporation

Confrontare queste due “organizzazioni” è complicato ed azzardato sia per le dimensioni che per la storia, ma tanto è:

Pur con queste diverse dimensioni, siamo in grado di confrontare i due osservatori che hanno il comune obiettivo di misurare e comparare la reputazione delle aziende. Abbiamo il conforto di aver ottenuto alcuni risultati simili, ma ne rileviamo anche tanti di  diversi che ci danno lo spunto per capire se derivano solamente dall’applicare due diverse metodologie oppure anche da altre cause, da debolezze che possono diventare risorse per migliorare approcci, analisi e risultati.

Il confronto è molto interessante e foriero di tante sfaccettature che via via  potremo comparare. Per iniziare oggi analizzeremo le rispettive valutazioni delle 65 aziende confrontabili perché presenti in entrambe le classifiche.

Per rendere sovrapponibili e comparabili le due classifiche abbiamo proceduto nel modo seguente:

65 aziende del Global reporting Trak 100 sono valutate nelle 588 del Ranking OpenCorporation; 30 sono fra le diecimila in osservatorio quindi non comparabili come non lo sono le 5 rimanenti che inseriremo in OC nel 2022.

Figura 1OpenCorporation 2021 04 Vs RepTrak

nella Figura 1 dove il rank  RepTrak è spalmato su quello OC ci sono tre gruppi di dimensione simile, 24  sono molto difformi  e meglio valutate in OC,  20 con valutazioni simili e 21 sono meglio valutate in RepTrak.

Aziende per  le quali il giudizio/comparazione sono simili:

Ben valutate da OC e sotto-valutate da RepTrak

quelle specularmente ben valutate da RepTrak e sotto-valutate da OC

Figura 2 –  2021 RepTrak Vs OpenCorporation 2021 04

La Figura 2 dove il rank OC è spalmato su quello RepTrak è quindi speculare alla Figura 1

Essendo in grado di sovrapporre i  due osservatori perché sono molto simili formuliamo due riflessioni conclusive.

RepTrak, misura sette fattori di reputazione 

1.Prodotti e servizi, 2. Innovazione, 3. Luogo di lavoro, 4. Governance, 5. Cittadinanza, 6. Leadership, 7. Prestazioni

OpenCorporation, oltre al Ranking, ne misura nove

Accessibility, Environment, Diversity and Inclusion, Sustainable Finance, Taxation and Fiscal Impact, Social Responsibility, Social Dialogue, Working Conditions, Transparency

Val la pena approfondire le similitudini, alcuni di questi fattori sono simili, alcuni altri sono diversi più nel nome che per contenuti; ma tali situazioni sono comunque solo un terzo del totale del campione osservato.

Va meglio compreso perché ci sono ben due terzi di valutazioni molto difformi .

Per quanto ci riguarda partiamo subito da una analisi in casa OC, rileviamo che tipologie di imprese molto presenti nell’Osservatorio OC quali quelle energetiche es. ENEL, Iberdola, della finanza es. Allianz, Unicredit  non lo sono in RepTrak.

Alle aziende di settori osservate da entrambe, ad es.:

Perché siete così indietro nel ranking RepTrak?

Ed a

chiediamo: perché in RepTrak non ci siete proprio?

Conclusione provvisoria:

se penso a RepTrak e OpenCorporation mi viene in mente la storiella dove OC è come la mosca sul corno, del bue RepTrak , che risponde a un’amica mosca che le sta volando intorno chiedendole cosa stesse facendo: “non vedi? Stiamo arando!”.

Entrambe le organizzazioni “stiamo arando” il terreno della reputation, lo facciamo da punti osservazione, analisi, valutazione anche diversi e unendo il lavoro e gli sforzi moltiplicheremo i risultati.

Tornando al titolo “Amazon, inutile girarci intorno” partiamo da questo giudizio di valore “simile” per collaborare.

Scheda: Organizzazioni sindacali nordamericane del commercio, dei trasporti e dei
servizi  

Scrive Noam Scheiber,  The New York Times e riportato lo scorso 16 aprile sul num. 1405 di Internazionale

“I datori di lavoro hanno  la possibilità di condurre campagne aggressive contro i sindacati e la legge fa poco per punire chi minaccia o si vendica contro i lavoratori
che cercano di organizzarsi.”  “Secondo i leader sindacali … le aziende ricche e potenti
sfruttano in modo molto più sfacciato i vantaggi che gli concede la legislazione sul lavoro
statunitense…Prima di Amazon, il simbolo di questo atteggiamento era la Walmart. Nel corso degli anni il sindacato ha ottenuto delle vittorie con un modello alternativo, quello che
Ruth Milkman, sociologa del lavoro al Graduate center dell’università della città di New York,  ha definito “guerra aerea più guerra terrestre”. L’idea è combinare le azioni sul posto di lavoro, come gli scioperi (la guerra terrestre), con la pressione sui dirigenti dell’azienda attraverso
campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica (la guerra aerea). Il SEIU (Service
employees international union) ha usato questa strategia per organizzare gli addetti alle
pulizie negli anni ottanta e per ottenere dei successi per i lavoratori dei fast food negli ultimi anni. “Non ci sono quasi mai elezioni”, afferma Milkman. “Si tratta solo di fare pressione su
chi ha il potere di decidere”. “All’inizio del 2019 il sindacato di Appelbaum, (RWDSU)
collaborando con organizzazioni non profit, politici locali e altre organizzazioni di lavoratori,
ha contribuito ad affossare un accordo che avrebbe portato una seconda sede di Amazon a New York, puntando il dito sull’atteggiamento antisindacale dell’azienda.” “Secondo Mary Kay Henry, presidente del SEIU i lavoratori e i politici potrebbero costringere Amazon a sedersi al tavolo dei negoziati anche prima dell’approvazione di una legge che obblighi l’azienda a farlo. Un esempio è l’avvertimento del presidente degli Stati Uniti Joe Biden contro l’ipotesi di
intimidazioni o coercizioni durante il voto sindacale in Alabama. “Se Biden e il segretario del
lavoro Marty Walsh chiedessero a McDonald’s, Amazon e altre grandi aziende di istituire un
tavolo negoziale con i lavoratori e il governo”, dice Henry, “darebbero un segnale fortissimo e contribuirebbero e rafforzare il processo”.  

RWDSU (United Food and Commercial Workers International Union) President Stuart
Appelbaum https://www.rwdsu.info/
UFCW (United Food and Commercial Workers International Union)  Anthony “Marc” Perrone International President https://www.ufcw.org/
SEIU (Service Employees International Union) Mary Kay Henry, International President
https://www.seiu.org/
International Brotherhood of Teamsters  James P. Hoffa GENERAL PRESIDENT
https://teamster.org/  
Union accuses Amazon of illegally interfering with vote (April 19, 2021 – By JOSEPH
PISANI, AP NEWS)

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