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Campagna BWI “Cartellino rosso per la FIFA”

Claudio Sottile, Responsabile politiche europee ed internazionali FILCA CISL Nazionale*

La Building and Woodworker’s International (BWI) è la Federazione Sindacale Mondiale che tutela i lavoratori delle costruzioni ed annovera tra gli strumenti più efficaci per la sua attività quello di “costruire” campagne a livello mondiale. Obiettivi delle campagne sono: la solidarietà, specie con i lavoratori migranti, la responsabilità sociale condivisa con le aziende multinazionali attraverso accordi quadro internazionali anche per lo sport. Le campagne sportive oramai, una esperienza più che decennale, hanno portato buoni risultati facendo moltissimi passi in avanti per il rispetto dei diritti umani e del lavoro.

Il lancio della prima “Campagna sportiva” è avvenuto nel 2009 in occasione dei lavori per i mondiali di calcio del Sudafrica 2010.  La campagna aveva come scopo il lavoro dignitoso e ha consentito di ottenere il contratto collettivo per tutta la durata dei cantieri, condizioni di lavoro migliori e più sicure, aumenti salariali del 12% ed altri benefits oltre a favorire adesioni al sindacato di più di 30mila lavoratori. La stessa campagna sportiva si è replicata per i mondiali di calcio in Brasile nel 2014, anche se purtroppo per quanto riguarda il versante sicurezza si sono contati più incidenti mortali  (14) rispetto al Sudafrica (2). La BWI ha dato il “Cartellino giallo” alla FIFA (Federazione Internazionale del Gioco del Calcio) su questi due paesi.

E’ con l’assegnazione da parte della FIFA dei mondiali di calcio a Russia (2018) e Qatar (2022) che nasce la campagna “Cartellino rosso per la FIFA”. Prima di concedere i giochi, la FIFA avrebbe dovuto verificare che nei paesi assegnatari venissero rispettati sia i diritti umani che quelli del lavoro.

Per le campagne sportive in Russia ed in Qatar la strategia della BWI si è rivolta a molteplici attori (GoverniFIFAaziende multinazionali presenti), si è basata oltre che a far rispettare gli standard sui diritti umani e del lavoro, anche all’inclusione dei diritti dei migranti, presenti con  alte percentuali: 40% in Russia e 99% in Qatar nel settore edile. La strategia prevedeva anche di influenzare le politiche del lavoro nei due paesi. In aggiunta la richiesta di impegno delle numerose multinazionali per assicurare il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori, migranti inclusi ed esercitare  pressione sulla FIFA per migliorare il welfare degli occupati nei cantieri. La FIFA avrebbe dovuto esercitare una forte pressione sia sui governi che sulle multinazionali.

In Qatar  molte imprese europee sono impegnate nelle costruzioni di infrastrutture, metropolitane, autostrade e stadi; ad es.

In Qatar era in vigore il sistema “Kafala”, comune nel mondo arabo, che non dava piena libertà al lavoratore di agire (non poteva cambiare datore di lavoro se il suo sponsor non lo autorizzava, aveva bisogno del visto di uscita concesso dal datore di lavoro per poter lasciare il paese).

Nel regolamento FIFA c’era un vuoto in materia di requisiti minimi sul piano sociale ai quali subordinare l’assegnazione dei giochi. La BWI ha richiesto che alcune proprie raccomandazioni diventassero parte vincolante per il conseguimento dei giochi olimpici/mondiali: la FIFA ha già proprie regole per il rispetto dell’ambiente, per gli standard di progetti “stadi verdi” ed è quindi responsabilità morale e politica che vengano inserite, in maniera vincolante, anche le garanzie per il rispetto degli standard dei diritti umani ed internazionali del lavoro. Da non tralasciare anche le regole su salute e sicurezza sul lavoro e sul  salario dignitoso, insieme ad un monitoraggio attento verso le agenzie interinali, creando meccanismi di controllo come ispezioni (congiunte) nei luoghi di lavoro per verificarne l’implementazione.  Ci sono volute molte manifestazioni e mobilitazioni, oltre a campagne mediatiche per aumentare l’interesse dell’opinione pubblica a livello mondiale, insieme ad un impegno continuo e costante da parte della BWI negli anni anche con il sostegno di alcuni sponsor “storici” dei mondiali di calcio (ad es. Adidas Visa  Coca Cola) i quali  hanno risposto alle sollecitazione della BWI per fare pressione sulla FIFA sulla questione Qatar. Nel frattempo  anche la Fondazione del Qatar, responsabile dei lavori per i mondiali di calcio, è stata redarguita sulle questioni riguardanti il lavoro dall’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ed il cambio al vertice della FIFA, l’elezione del nuovo Presidente Gianni Infantino, il quale ha dimostrato molta attenzione sui diritti umani, ha favorito negli ultimi anni l’inserimento delle richieste della BWI nei criteri di selezione dei paesi candidati per i futuri campionati mondiali di calcio. Questi nuovi standard sono stati già tenuti in considerazione nella selezione per i campionati mondiali del 2026 (USA-Canada e Messico).

Dopo oltre due anni di negoziati,  nel novembre 2016 si è arrivati a siglare un protocollo di intesa tra la BWI e il “Comitato supremo del Qatar” (organismo creato per lo scopo con a capo un membro della casa reale) per effettuare, nei cantieri per la costruzione degli stadi e negli alloggi dei lavoratori impiegati in queste opere, delle ispezioni periodiche congiunte aventi come fine la verifica delle condizioni di lavoro e degli aspetti legati alla salute e sicurezza per prevenire/ridurre il numero di infortuni ed incidenti mortali.

Il protocollo riguarda gli appalti aggiudicati a multinazionali, per lo più europee ma anche in parte cinesi, e viene rinnovato ogni 12 mesi dal 2016. Alla fine di ogni ispezione vengono redatti dei report individuali e da parte della BWI vengono espresse delle raccomandazioni per trovare soluzioni ad eventuali problematiche riscontrate durante le ispezioni in occasione di riunioni col gruppo di lavoro congiunto di cui fa parte anche il Comitato supremo.

Il protocollo prevede, tra l’altro, che a ciascun lavoratore, prima di accedere in cantiere, venga impartita una formazione di base sulla salute e sicurezza (dispositivi protezione individuali, segnaletica ecc..), vengano effettuati controlli medici (analisi del sangue, visite cardiologiche, ecc..). Il protocollo ha Inoltre permesso la creazione di un forum per il welfare dei lavoratori con incontri periodici tra il Comitato supremo, alcuni rappresentanti dei lavoratori ed una agenzia di consulenza. 

L’impegno costante e gli sforzi continui della BWI, come di CSI-ITUC (Confederazione Sindacale Mondiale), e di  altri enti ed organizzazioni impegnati per una maggiore tutela dei diritti umani e del lavoro, con ricorsi all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), hanno avuto risultati soddisfacenti.

La richiesta di abolire il sistema Kafala in Qatar è ora sulla buona strada. Dopo  la riforma del diritto del lavoro adottata dal governo del Qatar:

– la decisione di cambiare datore di lavoro o il rilascio del visto di uscita dal paese, viene presa dal ministero del lavoro (ispettorato) e non dallo sponsor (legge 18/2020);

– si è introdotto il salario minimo per i lavoratori dei settori privati (legge 17/2020) e l’incremento di sanzioni per le aziende sia per  gli omessi pagamenti del salario (da un mese ad un anno di reclusione oltre ad una ammenda), che  per  la mancata  assegnazione di alloggi adeguati (con un mese di reclusione ed ammenda).

Va evidenziato che un alto numero di infortuni mortali era stato causato dell’esposizione alle alte  temperature (si raggiungono anche i 50°), da non sottovalutare quindi la decisione riguardante la sospensione dal lavoro nella stagione estiva nelle ore più calde (dalle 11 alle 15) oltre che per quella già in vigore durante il periodo del “Ramadam” per gli osservanti la religione musulmana.

La BWI non deve mai abbassare la guardia, il prossimo obiettivo è quello di estendere questi benefici ottenuti con il protocollo di intesa anche a quei lavoratori impiegati nei cantieri che non si occupano solo di costruire stadi, ma anche altre infrastrutture come metropolitane, autostrade ecc. e tenere sempre a portata di mano il cartellino rosso per segnalare anche la minima infrazione che venga compiuta a sfavore dei diritti umani e del lavoro. 

Grazie a queste conquiste la vita dei lavoratori migranti è migliorata in Qatar dove, va evidenziato, a tutt’oggi non è permessa  la sindacalizzazione dei lavoratori.

Sports is big business

World Cup 2010: South Africa got 93 billion rand into the local economy; the 1-month event contributed 0.5% to the annual GDP  

EuroCup 2012: Poland allocated 2.4 billion euros and Ukraine finally spent around 10.7 billion euros
 
World Cup 2014: Brazil spent 13 billion usd to host the last edition of the world cup and estimated to have received 7.2 billion usd in tax revenue
 
World Cup 2018: Russia’s public and private expenditures reached 15 billion usd (3 billion usd for stadiums)
 
it is a massive supply-value chain with various sectors/industries covering numerous countries

non-profit sports bodies = profits  

ioc generated 5.7 billion usd of revenues from Sochi 2014 and Rio 2016 olympics  

FIFA made 3.2 billion usd in wc 2010, 4.8 billion usd for wc 2014 and 5.7 billion usd from wc 2018  

expansion of membership +75,000  

organizing migrant workers (“sports-migration nexus”)  

enhanced collective agreements  

52 strikes in 2 world cups (rio 2016-russia 2018)
2 sectoral strikes in rio 2016  

mobilized BWI almost half of the affiliates around the world  

(Source BWI)

*Presidente gruppo coordinatori CAE della EFBWW e Coordinatore Nazionale CAE presso EFBWW per FENEAL UIL–FILCA CISL–FILLEA CGIL

Membro gruppo lavoro BWI su multinazionali e campagne sportive

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