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Transparency international, indice 2020 sulle aziende del “settore della difesa” in materia di anticorruzione e trasparenza aziendale

Una comparazione con la classifica OpenCorporation e con osservatori della società civile

Gabriele Guglielmi, Coordinatore Filcams CGIL per le politiche internazionali e OpenCorporation

Premessa

L’indice Transparency international sulle aziende del “settore della difesa” sull’anticorruzione e la trasparenza aziendale (DCI) valuta i livelli di impegno pubblico, la reputation, nei confronti della lotta alla corruzione e alla trasparenza nelle politiche e procedure aziendali di 134 delle più grandi società di difesa del mondo. Transparency international  analizza ciò che le aziende si impegnano pubblicamente in termini di apertura, politiche e procedure classificando il loro comportamento  in sei fasce:

Secondo Transparency international  “ il DCI cerca di ispirare la riforma nel settore della difesa, riducendo così la corruzione e il suo impatto”.

Per sviluppare la comparazione  con la classifica OpenCorporation (OC)e con gli osservatori della società civile abbiamo preso lo spunto dall’articolo di  Virginia Piccolillo sul CORRIERE DELLA SERA del  09 febbraio 2021, “DIFESA, Transparency international: l’italiana Leonardo è in cima alla lista delle aziende più virtuose”(NdR i link sono collegati alle schede web aziendali  di OC)

“Nella «Fascia A» (per politiche più stringenti di anticorruzione e livelli di trasparenza) su un totale di sei livelli della graduatoria. Scorrendola, e confrontandola con quella di “Defence news” sulle prime 100 aziende della difesa più importanti al mondo quanto ad indotto, le sorprese non mancano.

Nella «Fascia B» si piazzano i primi due colossi dell’industria mondiale, vale a dire le americane Lockheed Martin e la Boeing, ma anche le britanniche BAE Systems (al settimo posto delle top 100) e Rolls Royce (27esima).

Nella «Fascia C» – che per Transparency International equivale a un livello “moderato” nel ranking di anticorruzione – si attestano la franco-tedesca Airbus (12esima nella top 100 delle industrie della difesa), Fincantieri, Saab A B e Naval Group.

Mentre della «Fascia D» , livello “moderato” è possibile trovare un big del calibro di Thales (l’azienda francese è 16/esima nella top 100 di “Defence News”) e Israel Aerospace Industries (IAI), Safran S.A ed Embraer S. A. 

Nella «Fascia E», con basse misure di contrasto alla corruzione più basse adottate, ci sono altri due colossi: l’americana General Dynamics Corporation (terza al mondo per fatturato) e la francese Dassault Aviation (22esima).

Infine, nel gradino più basso, la «Fascia F», un nutrito gruppo di aziende cinesi, indonesiane, turche, serbe, ma anche la tedesca Krauss-Maffei Wegmann, produttrice del Leopard.”

La comparazione

Il team di OC ha comparato le 134 aziende del DCI con le medesime imprese presenti nell’osservatorio OpenCorporation. Le analisi che seguono sono riferite a un campione di 27  aziende, pari al 20% di quelle del DCI (134), di queste,  19 sono  classificate nell’OpenCorporationRanking.

Nella Tab. 1 l’ordinamento è alfabetico, la casella vuota nelle colonne OC_Ranking e OC_Rating appartengono ad aziende che sono presenti nell’Osservatorio OpenCorporation (9.620 aziende), mentre le caselle con un dato nelle medesime colonne sono anche oggetto di comparazione nell’ OpenCorporationRanking (attualmente  568), per entrambe le tipologie nella tabella  è presente il link alla scheda di rilevazione OC.

Accenture PLCAirbus GroupBAE Systems PLCBall Aerospace & Technologies CorporationBharat ElectronicsBoeingDaewoo Shipbuilding & Marine EngineeringDassault AviationEmbraer S.AFujitsu Ltd.GE AviationHewlett-Packard Enterprise CompanyHoneywell InternationalKawasaki Heavy Industries Ltd.Komatsu Ltd.Leonardo S.p.ALockheed Martin CorporationMitsubishi Electric CorporationMitsubishi Heavy IndustriesNEC CorporationRaytheon TechnologiesRheinmetall A.GRolls Royce PLCSaab ABSafran S.AThales GroupThyssenKrupp AG

Tab.1 Ordinamento alfabetico

La Tab. 2 è ordinata in base al criterio di valutazione DCI.

Si rileva che le due aziende nella fascia più alta “A VERY HIGH” Leonardo  e Raytheon non raggiungono la “sufficienza” nel Rating OpenCorporation (60/100), solo una lo supera con 61,39 Airbus che per DCI è in fascia “C MODERATE” .

Le aziende “non valutate” in OC prevalentemente sono nella fascia bassa DCI “E LOW” e “F VERY LOW”. La metodologia di OC  esclude dalla aziende in valutazione quelle che non forniscono dati sufficienti per essere “pesate” e comparate, quindi sono ritenute scarsamente “trasparenti” ciò in sintonia con DCI. Fanno eccezione BAE System e GE Aviation, almeno per quest’ultima va rilevato che le aziende multinazionali sono anche pluri-settoriali e la comparazione, a volte come in questo caso,  non avviene sulla capogruppo o l’azienda madre.

Tab. 2 Ordinamento per criterio di valutazione DCI

La Tab. 3 in ordine di Rating  OC rende più evidente la differente valutazione fra OC e DCI, ciò deriva dal fatto che il Rating OC è determinato anche dalla trasparenza , ma non solo, tiene infatti in considerazione 8 tematici: Accessibilità, Ambiente, Diversità e inclusione, Finanza sostenibile, Fisco e impatto fiscale, Responsabilità Sociale, Dialogo Sociale e Condizioni di Lavoro.

Tab. 3 Ordinamento per criterio di valutazione OC

Peer quanto riguarda i paesi la Tab. 4, ordinata per Paese,  a parte l’unica azienda italiana che è nel primo gruppo, riscontriamo un posizionamento generalmente basso delle giapponesi, ”arlecchino” per le US mediamente buono per tedesche e GB, mediamente basso per le francesi.

Tab.4 Ordinameno per Paese

Conclusioni, ampliamento dei confronti e prossimi passi

I dati

La “filiera” stretta della produzione/commercializzazione delle armi ha un fatturato di 1.973.732.340 (migliaia di Euro)  per oltre sette milioni di occupati (Fonte: elaborazione OC su dati BvD)

Reputation

OC si pone eticamente per la pace e il superamento dei conflitti e contro la proliferazione delle armi, quale segnale, non solo simbolico, opera una penalizzazione nel rating delle aziende coinvolte nella produzione e nel commercio delle armi a partire, e tenendo conto della valutazione di Transparency International, da quelle elencate nel DCI

Il confronto

Nelle tavole che seguono segnaliamo

  • un’ottima esperienza spagnola che fornisce il quadro interattiva globale delle interconnessioni fra sistema finanziario e industria/commercio delle armi  (Box. 1)
  • alcune delle principali iniziative italiane con anche gli aggiornamenti annuali dell’Osservatorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Box. 2)
  • qualche esempio internazionale (Box. 3).

OpenCorporation , oltre ai dati e le possibili comparazioni dell’osservatorio sulle aziende multinazionali, mette a disposizione lo spazio di discussione e confronti del blog  https://blog.opencorporation.org/

Box. 1

Centro Delàs per gli studi sulla pace Nella banca dati del “ciclo economico militare della Spagna del Centro Delàs per gli studi sulla pace” è possibile consultare i dati sulla spesa militare, i trasferimenti di armi, il finanziamento delle armi, l’industria militare e gli organi delle forze armate. http://database.centredelas.org/?lang=en


http://www.centredelas.org/
https://petjada-en-armes.setemcv.org/publicaciones/
http://www.bancaarmada.org/en/about-us
http://www.stopinversionesexplosivas.org/

Box. 2

https://www.banchearmate.org/  

Banche armate 2019 (Rel. 2020) Ministero dell’Economia e delle Finanze  (Italia) https://www.banchearmate.org/banche-armate-2019-rel-2020/  

Pubblicazioni a cura di FISAC-CGIL e IRES Toscana
Boom Economy: Banks, Arms and Countries in Conflict  29 Ottobre 2014 | Materiali https://www.banchearmate.org/boom-economy-banks-arms-and-countries-in-conflict/
Boom Economy: banche, armi e paesi in conflitto 21 Maggio 2013 | Materiali https://www.banchearmate.org/boom-economy-banche-armi-e-paesi-in-conflitto/
Il peso delle armi nell’economia italiana1 Luglio 2011 | Materiali
https://www.banchearmate.org/il-peso-delle-armi-nelleconomia-italiana/  
https://www.banchearmate.org/wp-content/uploads/2020/10/MosaicoPace_Dossier_luglio2011.pdf
https://www.peacelink.it/index.html

Box. 3

European Network Against Arms Trade (ENAAT)
STOCKHOLM INTERNATIONAL PEACE RESEARCH INSTITUTE  

One Comment

  1. Gabriele Guglielmi
    Gabriele Guglielmi 25 Febbraio 2021

    Armi italiane all’Arabia Saudita: il blocco non basta, passano per il Regno Unito
    L’Europarlamento rinnova il divieto di esportare armamenti alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita nella guerra in Yemen. L’Italia revoca le licenze per “bombe e missili”. Gli Usa congelano le forniture militari a Riad. Ma il Regno Unito riprende le esportazioni di bombe Paveway IV. Le cui componenti sono prodotte anche in Italia
    di Giorgio Beretta 25 Febbraio 2021

    https://www.osservatoriodiritti.it/2021/02/25/armi-italiane-allarabia-saudita/

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