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C’è davvero chi può appiccicare il “bollino blu” alle condizioni di lavoro?

Gabriele Guglielmi, Coordinatore  Filcams CGIL per le politiche internazionali e OpenCorporation

Quanto sono efficaci premi, certificazioni, riconoscimenti, classifiche?  Quelle qui di seguito lo sono?

Premessa

Le condizioni di lavoro sono regolate da: 

  • fonti normative internazionali adottate da:  Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL),  Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Consiglio d’Europa e altre simili istituzioni di altri continenti, dalla legislazione del singolo Paese
  • dalla contrattazione collettiva 

a questi due pilastri possono sommarsi buone prassi negoziate o autonomamente assunte dall’azienda.

(Per un quadro completo si suggerisce la lettura: Giorgio Verrecchia, DRESS CODE FOR MNC

A tutto ciò, possono essere aggiunti strumenti finalizzati a migliorare anche l’organizzazione del lavoro con l’adozione di standard di qualità – anche sociale – meglio se certificati, o anche semplicemente valutati e comparati,  da una parte terza, che così possono pure innalzare la reputazione aziendale.

La sola piattaforma RankingTheBrands ne classifica oltre 300 dei quali ben 18 sono catalogati in Human Resurces.  

Essendo queste pratiche sempre più diffuse fra le aziende, specie multinazionali (MNC), OpenCorporation (OC) ne ha inserite alcune nel monitoraggio al fine di comparare  anche queste attività delle aziende in osservatorio. Ne ha selezionate 10, delle quali una sulle “condizioni di lavoro” (The World’s Best Multinational Workplaces), e le propone nel questionario alla domanda 68. 

Domanda 68 – Participation in rankings

  • Global 100 Most Sustainable Corporations
  • Global CSR RepTrak 100
  • BrandZ Top 100 Most Valuable US Brands
  • The World’s Best Multinational Workplaces
  • The Gartner Supply Chain Top 25
  • The World’s Most Innovative Companies
  • The DiversityInc Top 50 Companies
  • Best Global Websites
  • Green Ranking Global Top 500
  • Green Ranking Global Top 100

In materia di “condizioni di lavoro” le “certificazioni”  di parti terze sono una ventina. 

Alcune si sono perse negli anni:

altre continuano col vento in poppa con aggiornamenti, pubblicazioni e l’organizzazione di eventi pubblici per riconoscere premi (dal 2020 a distanza #Covid19) anche più volte durante l’anno. Ne abbiamo selezionate tre.

Top Employers” (TE) sembra una multinazionale della misurazione della “condizione di lavoro”, certifica su più livelli: Paese, Continente-Regione, Mondo oltre 1600 “Top Employers”, spesso sono filiali della medesima azienda. 

Best Workplaces” che si avvale  dei canali Fortune  è già presente in OC limitatamente alle prime 25, qui analizzeremo anche le 100 “Great Place” . 

Glassdoor è prevalentemente attenta al mondo nord americano, in Europa monitora Regno Unito, Francia, Germania, elabora i dati e le recensioni rilasciate sul proprio portale di “selezione” del personale.

Le modalità di partecipazione variano sia per l’approccio, ci sono Direzioni aziendali che spingono altre che frenano; sia per i costi, partecipare a TE e Fortune ha un costo, Glassdoor no.

Abbiamo messo in parallelo le metodologie

  • https://www.top-employers.com/en/
  • https://www.greatplacetowork.it/great-place-to-work/il-modello
  • https://www.glassdoor.com/Award/index.htm

con

  • https://www.opencorporation.org/en/methodology

Domande

Quanto questi sistemi: 

  • classificano, osservano e rappresentano nei loro indici le condizioni di lavoro reali? 
  • sono confrontabili tra loro e lo sono con OpenCorporation?  

Come per l’ approccio delle direzioni aziendali, anche quello di lavoratori e loro rappresentanti  non è univoco. 

Il Gruppo VOLKSWAGEN AG ad es. in maniera “partecipata”  con anche i  rappresentanti dei lavoratori certifica con Top Employers (TE) anche MAN, Scania, Porsche, Audi

Nel gruppo Adecco questo approccio è stato discusso, e criticato, anche nel CAE (Comitato Aziendale Europeo); la critica è stata argomentata anche in occasione dell’

OpenCorporation Day 2020 dal Presidente stesso del CAE

Un’ulteriore domanda, “post-pandemica”: questi monitoraggi tengono conto del ribaltamento della scala dei valori che il #Covid19 ha portato anche per le condizioni di lavoro? Ad es. la salute è diventata prioritaria rispetto al profitto? il lavoro a distanza è una “great/best place to work? Oppure  tutto è rimasto come prima anche per gli indicatori del “buon posto”  dove lavorare?

Analisi e comparazioni

Il team di OC ha tenuto  conto dei diversi approcci di partenza, degli obiettivi distinti, dei target non sempre confrontabili; ha comunque  ritenuto utile svolgere un’analisi comparata prendendo a punto di riferimento il dato comune  teso a “migliorare l’ambiente di lavoro” quindi le condizioni stesse di lavoro.

Partendo dalle 568 aziende del #RankingOpenCorporation2020 https://www.opencorporation.org/en/ranking  (di norma sono multinazionali con oltre 1000 dipendenti a livello globale e in Osservatorio OC  ad oggi sono 9620 delle quali 568 comparate) abbiamo svolto un confronto parallelo con:

  1. le aziende Top Employers a livello globale, anche filiali,  risultano essere oltre 1600. Escludendo le “doppie”,  ad es. filiali di Paese appartenenti al medesimo Gruppo,  l’elenco confrontabile  è risultato di 603
    • il match OC/TE ha portato un risultato di 130 aziende comparaabili
    • il medesimo confronto parallelo
      • con i ranking Fortune 100 e 25 ha arricchito il matching di 7 aziende 
      • Glassdoor,  50 aziende in rappresentanza delle Top 10 dei 5 Paesi monitorati (US, CA, GB, DE, FR), ha implementato l’elenco confrontabile di ulteriori 4 aziende
  2. La comparazione si è potuta sviluppare su 141 aziende presenti sia in OC che in almeno una delle tre certificazioni  prese a riferimento  (si tenga conto che 14 aziende sono presenti in almeno due delle 3 “famiglie” di certificazioni e due, SAP SE e ROCHE , addirittura in tutti le tre) 

OC oltre a sviluppare il Ranking complessivo ne sviluppa anche 8 di tematici: Accessibilità, Ambiente, Diversità e inclusione, Finanza sostenibile, Fisco e impatto fiscale, Responsabilità Sociale, Dialogo Sociale e Condizioni di Lavoro. Quest’ultimo è il principale tema di confronto in argomento.        

La scala di valutazione OC è 0-100, abbiamo selezionato le sole imprese con un rating superiore a 60/100.

Nel Ranking 2020 OC delle 141 in confronto solo 16 aziende  (11,35%) superano la “sufficienza >60”

ENEL SPA ALLIANZ SE MANPOWERGROUP INC. L’OREAL AB ELECTROLUX ASSICURAZIONI GENERALI AUTOGRILL SPA ALSTOM SAP SE BNP PARIBAS AIRBUS SE UNICREDIT SPA DEUTSCHE BANK AG WOLTERS KLUWER NV ORANGE SIEMENS AG

Tab. 1 Company Matching OpenCorporation/ TE-Fortune-Glassdooor

Nelle Tavole che seguono la comparazione oltre che sul Rating OC è anche sullo specifico rating Dialogo Sociale la 2 e Condizioni di Lavoro la 3

Nel Rating Dialogo Sociale il dato peggiora 10 aziende su 141 (7,09%) superano la “sufficienza >60”

ENEL SPA AB ELECTROLUX ASSICURAZIONI GENERALI ALLIANZ SE AIRBUS SE MANPOWERGROUP INC. BP PLC PUMA SE CARREFOUR VOLKSWAGEN AG

Considerata la metodologia OC che attribuisce molto peso alle relazioni industriali, questo dato può avere influito sull’abbassamento del Rating Totale

Tab. 2 Social Dialogue

Più interessante il principale  focus in esame: 

Condizioni di Lavoro, 94 aziende su 141 (66,66%) superano la “sufficienza >60” nello specifico rating OC

ENEL SPA ALLIANZ SE L’OREAL ASSICURAZIONI GENERALI AB ELECTROLUX AUTOGRILL SPA ALSTOM DANONE CARREFOUR SIEMENS AG MERCK KGAA BNP PARIBAS WOLTERS KLUWER NV COMPAGNIE DE SAINT-GOBAIN ALTEN ING GROEP NV BAYER AG SUEZ HEINEKEN NV UNICREDIT SPA 

Tab. 3 Job Conditions

(Queste le prime 20, per le rimanenti  cliccare qui)

Conclusione e iniziative future

Una prima conclusione potrebbe essere che questi ranking “male non fanno”.  

La considerazione conseguente è che “per fare bene” devono essere: trasparenti, comparabili, partecipati dai lavoratori e dai loro rappresentanti.

Confrontare questi dati così diversi tra loro per fonte, genesi, metodologia, target consentirà ad ognuno di verificare costantemente quanto sia affidabile la propria metodologia e, se vorrà,  di raccogliere indicazioni su come implementarla.  

La funzione dell’ OpenCorporationBlog sarà quella di fomentare, anche in questo contesto, un dibattito/confronto a tutto campo con gli stakeholders, nessuno escluso.Il confrontarsi con chi, pur da altri punti di vista, analizza le stesse problematiche, ci ha consentito anche di testare la coerenza della metodologia adottata da OpenCorporation, un ulteriore arricchimento affinché le Corporation siano sempre più Open.